(6 giugno 2026) L’atleta più prestante è stato Fabio Priola, il più letale Federico Silvestri, il miglior marcatore Josè Chico ed Edoardo Teresi il metaman. Primo per sgarri (o aggressività agonistica) ancora Priola, mentre Stefano Degli Esposti è l’atleta più esplosivo. Record di presenze per Giovanni Visentin, con Giacomo Anteghini e Pietro Fattori. A Chico il record di chilometri percorsi.
Sono questi i principali primatisti tra i 39 atleti del Bologna Rugby che hanno giocato nella stagione della promozione in serie A.
Presenze
A fare il pieno di presenze (18 su 18 partite) solo tre atleti: Anteghini, Fattori e Visentin, anche se la classifica per minuti giocati vede davanti il capitano Chico (1280) che precede d’un soffio Visentin (1252) e Anteghini (1174).
Punti e mete
A Chico anche il record di punti realizzati (ben 183, con un drop, 22 punizioni e 57 trasformazioni), davanti a Pietro Marzocchi (42, con 6 mete e 6 trasformazioni) e Teresi (40).
L’ala romana Teresi, con otto mete in sette partite, vince la classifica del miglior rapporto mete segnate/partite giocate, ed è anche uno dei pochi da aver vinto tutte le partite disputate in questa stagione. Primato che condivide Edoardo Bernabò (sempre 7 partite), Bernardo Livotto (5) e Riccardo Teruggi (4). Mai sconfitti anche Degli Esposti, Giorgio Cuscini, Filippo Morelli, Edo Resta e Luca Visentin, ma con una sola presenza durante la stagione.
Al secondo posto dietro Teresi, il pilone Demetrio Vilasi (5 mete in 7 partite).
Al debuttante Alessandro Pagnini il singolare primato di una meta ogni 38 minuti giocati. Il giovane pilone infatti, poi infortunatosi, ha giocato solo 38 minuti in totale, segnando però una meta; prestazione estremamente redditizia, che ruba di poco il primato a Cuscini, che “ha dovuto giocare” 40 minuti per segnarne una.
Restando sul numero di mete segnate, davanti a tutti ancora Teresi (8), seguito da Anteghini (7), Marzocchi (6) e la coppia Vilasi e Silvestri (5).
Scorrettezze e sgarri
Benché nella stagione appena conclusa sia migliorata la correttezza in campo rispetto alla precedente stagione, con solo 12 cartellini gialli in totale (contro i quattro rossi e 12 gialli del campionato 2024/25), non sono mancate giocoforza le “scorrettezze”, cioè gli episodi puniti dall’arbitro con punizioni (fuorigioco, tenuto, entrata laterale, crollo della mischia o maul, placcaggi irregolari, gioco pericoloso…). Per le infrazioni ritenute più gravi, hanno ricevuto per due volte il cartellino giallo Fattori e Priola, mentre per una Matteo Cesari, Vito Andrea De Napoli, Luca Pancaldi, Federico Soavi, Federico Tarantino, Teresi, Anteghini e Visentin.
Andando oltre alle decisioni degli arbitri, il titolo del più scorretto (con numero di penalità), va a Priola (14), seguito da Silvestri (9) e dal trio Marzocchi, Soavi e Teresi (7). Di poco sotto, Visentin e Chico, con sei scorrettezze commesse nell’intero campionato. Pur considerando che alcune tipologie di scorrettezze, entro certi limiti, sono segno di aggressività agonistica, il premio “Sgarro” va comunque a Priola.
Anziani e debuttanti
Il più attempato è Francesco Gambacorta (39 anni e 9 mesi), seguito da Soavi (34 e 9 mesi) e Fattori (33 e 9 mesi). Il più giovane è Livotto (18 anni e 9 mesi), che supera di poco altri due debuttanti: Degli Esposti e Resta (19 anni e 3 mesi).
L’età media dell’intera rosa è di 26 anni e un mese.
Hanno fatto il loro debutto in serie B Tommaso Boschetti, Covili, Degli Esposti, Livotto, Morelli, Pagnini e Resta.
Da Bologna a Tucuman
Guardando la formazione rugbistica dei 39 atleti, la stragrande maggioranza è bolognese (22), seguita da Rovigo (4) e Roma (2). Con un solo atleta Genova, Treviso, Piacenza, Ravenna, Pesaro, Ascoli, Perugia, Salerno, Taranto, Palermo per l’Italia e Tucuman per Argentina.
Dei 22 bolognesi, gli ex Rugby Bologna 1928 sono 14, seguiti dagli ex Reno Bologna (5), Lions Bologna (2) e Castel San Pietro (1).
Il lungo e il corto
Il primato in altezza va a Visentin che, con il metro e 89, è l’atleta più alto della squadra. Sul podio Denis Amico (1.88) e Priola (1.87). I meno elevati sono Fattori e Guido Quadri (1.70), nove centimetri sotto la media dell’intera rosa, che è di un metro e 79 centimetri.
Il peso massimo è Pagnini (120 kg), seguito da Amico e Guglielmo Bernardi (110). La palma del più leggero va a Livotto (68 kg), seguito a ruota da Quadri e Tarantino (70). Tre mediani di mischia, a testimonianza del fatto che in quel ruolo la rapidità e l’agilità contano più della prestanza fisica. Il peso medio degli atleti è di 90 kg.
A Soavi – ancora una volta – va il primato del “fisico medio”, che con un metro e ottanta per 90 kg, combacia infatti quasi perfettamente a peso e altezza medi della squadra.
Iella
Tra i più sfortunati, Morelli, infortunatosi nella prima gara di campionato dopo una prestazione superlativa (uomo del match e record prestazionali vari), e Schiavone, che dopo diverse stagioni sempre in campo ha dovuto saltare la penultima gara per un piccolo infortunio, interrompendo suo malgrado il record di presenze continuative. Sfortunati,sempre a causa di problemi fisici importanti che ne hanno condizionato la stagione nei momenti tra l’altro di miglior condizione fisica, anche Vittorio Baseggio, Pagnini, Vilasi e Signore.
Velocità e resistenza: il Bronco test
Il Bronco test è un test fisico utilizzato nel rugby per valutare la capacità aerobica, la resistenza e il recupero: 1200 metri, suddivisi in frazioni andata e ritorno da 40, 80 e 120 metri da percorrere 5 volte senza fermarsi. Fondamentali la gestione dell’intensità di corsa e la rapidità nei cambi di direzione.
Tempi sotto i 4’30” sono considerati di assoluto valore (Élite) ma restare entro i 5’00” (Pro) è comunque un ottimo risultato, specie se si tratta di atleti con un fisico imponente.
Beauden Barrett, per capirci, ha fermato il cronometro sul 4’12”.
Tra gli atleti che hanno giocato in questa stagione in prima squadra (il test è stato effettuato a fine campionato), il primato va alla terza linea Degli Esposti, con un fantastico 4’29”, seguito a ruota dall’ala Tommaso Covili (4’32”), Resta (4’36”) e Quadri (4’39”). Sorprendente la prestazione del tallonatore Silvestri, 33 anni e 98 kg, che ha fermato il cronometro a 4’51”, unico della prima linea a scendere sotto i 5 minuti. Tempi ovviamente più alti per gli over 100 kg: categoria nella quale primeggia Priola, con 5’05”, seguito da Anteghini (5’14”).
Placcaggi
Il titolo di Tackle machine va a Priola, con ben 102 placcaggi effettuati e andati a buon fine (con avversario a terra), seguito da Silvestri (89), Marzocchi (79), Visentin (62), De Napoli (52) e Bernardi (51).
E’ però Silvestri il Top tackler, o meglio il placcatore più letale del Bologna, dato che nel 25,8% dei casi non solo l’avversario è stato fermato, ma il placcaggio è stato “dominante”, cioè ha respinto l’avversario violentemente all’indietro, costringendolo a perdere terreno e spesso anche il controllo dell’ovale. Letali anche i placcaggi di Teresi (23,9%), Chico (20,5 %) e Biondi (20 %).
Gesti tecnici e prestazioni
Molto interessante la classifica relativa ai gesti tecnici effettuati da un atleta (es. placcaggio dominante o offensivo; strappare o recuperare palla a terra; offload vincente; passaggio smarcante o apertura; calcio tattico, line break…). Gesti che vengono valutati con coefficienti diversi in base al peso sull’azione. Di fatto, indica la qualità di prestazione di un giocatore.
Al primo posto, e dunque il più prestante, è Priola, con una media a partita di 36,3 punti, seguito da Silvestri (33,2), Schiavone (32,0), Marzocchi (30,5) e Cesari (30,0). Ottimi risultati anche per Pancaldi, Gambacorta, Teresi, De Napoli, Vilasi e Fattori (tutti oltre i 25 punti di media a partita).
Dando uno sguardo alle singole partite, sempre analizzando i gesti tecnici, il primato va ex aequo a Marzocchi e Schiavone (primatisti in 4 gare ciascuno), seguiti da Silvestri e Priola (3), Pancaldi (2), Fattori e Cesari (1).
Le votazioni sul migliore in campo, decise sul campo (man of the match), pertanto influenzate più dagli aspetti emozionali che dai dati analitici, hanno assegnato il titolo per due volte a Silvestri e una ciascuno ad Anteghini, Boschetti, Chico, Covili, De Napoli, Marzocchi, Morelli, Pancaldi, Priola, Soavi e Vilasi. Mancano all’appello – ricordando i dati analitici – Schiavone, Fattori e Cesari, tre atleti poco appariscenti ma che senza dubbio fanno una quantità di lavoro fondamentale all’economia delle partite.
Alta intensità
Relativamente all’indice che calcola l’alta intensità per minuto giocato (capacità di sostenere sforzi massimali, come scatti, placcaggi e collisioni nei punti d’incontro nel minor tempo di recupero possibile), il primato tra gli avanti va a Schiavone l’unico sopra ai 10 punti (11.1), mentre tra la mediana / trequarti, il valore più elevato va a Morelli (17,2), ma in campo in una sola partita, seguito Teruggi (15,2), Livotto (14,8), Cuscini (13,6), Pancaldi (13), Massimo Signore (12,1) e Bernabò (11,8).
Chilometri percorsi
Solo quattro atleti (Livotto, Pancaldi, Bernabò e Schiavone) hanno superato almeno una volta il limite di 80 metri in media percorsi al minuto in una partita. Il primato assoluto, registrato nella partita di ritorno con Pieve, va a Livotto, con ben 93,3 metri percorsi in media al minuto. Piazza d’onore per Pancaldi (86,9 con la Bassa Bresciana all’andata) e Bernabò (84,4 con la Bassa Bresciana al ritorno).
Il record di chilometri percorsi in una partita, va invece a Morelli, con ben 7 chilometri e 11 metri, registrati all’andata con la Bassa Bresciana. A ruota, Quadri (6.978 m all’andata con Rovato) e Signore (6.958 all’andata con i Lyons). Più volte sopra i sei chilometri percorsi a gara: Marzocchi, Pancaldi, Schiavone e Cesari.
Guardando l’intero campionato, e dunque la continuità stagionale per chilometri percorsi, la coppa di “Maratoneta” va a Chico, che in 16 partite ha percorso 86 chilometri e 569 metri, seguito da De Angelis, con 77 chilometri e 314 metri in 15 gare e Visentin, con 76 chilometri e 313 metri in 18 partite.
Estetica
Un sondaggio statisticamente improbabile tra le giovani fans della squadra, poi allargato a mamme e nonne, vede sul palco, per bellezza, Tommaso Covili, apprezzato anche per le buone maniere. Accanto, trovano posto il capitano Chico e Teruggi, che se cantasse meglio e fosse qualche centimetro più alto, potrebbe fare la controfigura a Olly.
Notevoli gli apprezzamenti anche per i due romani della squadra: Teresi vince per il fisico e in particolare per il lato B, anche se il conterraneo Signore non è da meno per fondoschiena, con quel quid in più dell’educazione borghese.
Tra gli emergenti, anche il matematico Morelli, giovane e carino: il tipico CbCR che tra pochi anni potrebbe salire sul palco tra i più belli.
Per deltoidi e dorsali “quasi da testo di anatomia” vince Cristiano Salvi, che sotto gli occhiali da impiegato nasconde un notevole fisico. Schiavone, a lungo primatista nella categoria “addominali a tartaruga”, pare essere insidiato dal giovane Degli Esposti, benché il primo spicchi per sapienza scientifica e un indiscutibile e sottile humor.
Oltre al fascino, De Napoli vince per simpatia e voglia di divertirsi e fare casino. Se c’è lui, c’è festa. De Angelis – come Marzocchi d’altronde – affascina per i magnetici occhi azzurri, anche se tra i più apprezzati (sicuramente tra le mamme e le over 30), ci sono Gambacorta e l’instancabile ballerino Silvestri, che condivide questa passione (per il ballo), con Anteghini.
Un discorso a parte va fatto per Amico e Priola: le loro scelte in fatto di look possono essere discutibili – o forse sono troppo avanti per essere capite – ma il loro fare guascone piace.
Tornando all’estetica, Chico e Priola si contendono il primato del più abbronzato. Quadri e Tarantino quello del meno. Gambacorta vince il premio per la barba più bella e Biondi quello per i baffi. A Cesari il riconoscimento del più pelato e a Pancaldi quello della chioma più fluente. Primati non più validi dopo i cambi di look per la promozione, che tra rasature selvagge e variopinte tinture, hanno rivoltato le carte sul tavolo. Il nuovo taglio corto di Pancaldi, ad esempio, pare che piaccia molto alle ammiratrici: una sorta di “effetto Sansone” al contrario.
Per chiudere, gode sempre di un certo appeal Soavi, benché il neo papà e unico genitore tra i 39 atleti, sia d’ora in poi solo da guardare.
Per la cronaca, i 39 atleti protagonisti della promozione in serie A sono: Denis Amico, Giacomo Anteghini, Mattia Baratta,
Vittorio Baseggio, Edoardo Bernabò, Guglielmo Bernardi, Alberto Biondi, Nicolas Bonini, Tommaso Boschetti, Oreste Cannoniero, Matteo Cesari, Josè Chico, Tommaso Covili, Giorgio Cuscini, Simone De Angelis, Stefano Degli Esposti, Vito Andrea De Napoli, Pietro Fattori, Francesco Gambacorta, Bernardo Livotto, Pietro Marzocchi Traversa, Filippo Morelli, Alessandro Pagnini, Luca Pancaldi, Fabio Priola, Guido Quadri, Edo Resta, Cristiano Salvi, Filippo Schiavone, Massimo Signore, Federico Silvestri, Federico Soavi, Federico Tarantino, Edoardo Teresi, Riccardo Teruggi, Demetrio Vilasi, Giovanni Visentin, Luca Visentin e Tomas Zambrella.
